rom minacciati dalla camorra. ragazzini killer. la tecnologia ordina le esecuzioni. genitori latitano e poi piangono. giornalisti malati. di protagonismo. la sagra delle querele. delle risse. nelle caste. tra caste. nelle strade. nei condomini. fuori dagli stadi. politici buonisti. opposizioni nell’ombra. inesistenti. eteree. fantasmi. come i terroristi. dove sono ora? vicini. molto. pronti. i salari sono sempre lì. come la monnezza. come la mafia. come la solitudine. come la povertà. zattere vanno e vengono. alla deriva. uno dei tanti libri. pirati della strada. informazione libera. travestista. travestiti. da consumismo. immigrati sì. immigrati no. clandestini operosi. clandestini truffaldini. come nel pubblico. clandestini assenteisti. rubano. rubano tutti. di tutto. dagli appennini alle madonie. bianchi. neri. gialli. pallidi. mulatti. grigi. colori. arcobaleno. di ogni genere e grado. non capisco. preti pedofili. un papa. contro le donne. non c’era posto. nell’arca. sconsacrata. figlie di un altro dio. quale? professionisti pedofili. dottori guardoni. negli ospedali. in cartolina. lontani dai pronto soccorso. lager di inefficienza. meglio l’Afghanistan. ci sono le protesi. mancano i fondi. nascosti in buste. bianche. soffici. come la neve. fuori dalle scuole. dentro le discoteche. monopolio dell’informazione. telecamere del grande sistema. tutto omogeneo. omogeneizzato. clonato. diversità. non le vedo. democrazia del malcostume. dittatura dello star bene così. un letamaio. un porcile. no. dignità del maiale.

chi parla sotto scorta. chi tace. chi annuisce. chi subisce. chi mi spiega? il tutto? grazie.
«Basta una serie di note. Il resto è improvvisazione.»
.
Yeah
Yeah
There's a red house, over yonder
That's where my baby stays
Yeah
There's a red house over yonder, baby
That's where my baby stays
I ain't been home to see my baby
In about a ninety-nine and one half days
It's about time to see her
Wait minute something's wrong
This key won't unlock this door
Wait a minute something's wrong, baby
The key won't unlock the door
Yeah
I got a bad bad feeling
That my baby don't live here no more
She ain't comin' about is she
That's alright i still got my guitar
Look out baby
Yeah, look out
Yeah that's alright
Yeah haha
I might as well a go on back down
Go back across yonder over the hill
Might as well go back over yonder
Way back over yonder across the hill
That's where i came from
Cause if my baby don't love me no more
I know here sister will!
Yeah
una tromba accenna
la melodia.
il basso lo segue
freneticamente.
l’ansia di una batteria
prosegue nel ritmo caotico
della mia città
e il tacchettio agitato
di una donna
s’intrufola nella stazione
della metro.
si chiudono le porte
e inizia la folle corsa
degli strumenti
ora impazziti
e un grido mitiga
la disperazione di una libertà
galera di malati di testa
e il caffè della pausa
pausa nell’assordante
ridda di rumori.
Si stringe la testa
e la ripetizione uccide
il singolo gesto
gesto di tutti
e all’unisono
si spogliano degli indumenti
perchè la misura è vuota
e bisogna aspettare
i prossimi passi
ora lenti infine
sempre più veloci, incespicano
e la donna cade travolta
da un clochard il cui bastone
rotola lungo le scale
e il tempo lo lascia là...
e altri incespicano
e ruzzolano...

Essere nell’essenza
delle cose
mai consumate
Pesci rossi boccheggianti
in una sfera di cristallo
Frammenti di sogni osservati
da un gatto randagio
e malato

Segui il contorno della natura
perfetto nel disegno dell’artefice.
Anche noi imbrattiamo quella tela
e riproduciamo l’illusoria visione
ma ci mancano i nuovi colori.
L’acquaragia pulisce i pennelli.
Il restauro costa troppo
chè val poco quella copia.

la storia inizia indietro,
pianti neonati in una villetta sudamericana,
lumache alle pareti
bianche e scrostate
con l’atlantico ai piedi.
“dov’è papà?”,
“in giro per il mondo”, la tata mi sollevava
già sballottato di mano in mano…
gli aquiloni, con quel vento lì,
un tiro alla fune verso l’alto.
manca la stretta sicura,
un dubbio che mi porto da sempre,
una risposta persa tra la sabbia fine.
“cosa aspetti a tornare a casa?”
corrono le piccole gambe,
corrono i giorni da rito uguali.
la finestra sorride al poco verde
- ora - stretto tra mura di polveri.
“dov’è la ciclabile?”, e “quel tram che mi salutava?”
e “l’adolescente che scalava la vetta della vita?”
si affaccia da altri balconi,
incancrenisce immagini
di figurine, copie di abitanti.
l’onda mi veniva incontro,
amica nel gioco dello spruzzo.
il Corcovado ci abbracciava
con il calore, colori della gioia.
non sapevo di povertà.
non sapevo di sifilide.
non sapevo di multinazionali.
sapevo di essere felice.
il grigiore di un open space
in finte periferie adornate
con lampioni simil Versailles, sparuti
come bianchi cigni stagnanti di contorno
a quattro sedie thonet da bar.
“che ti va di prendere?”
per ammazzare la noia
del pre solarium chè
nuovi raggi anticipano il sereno.
la strada saliva tortuosa,
un chiosco di banane - pit stop –
anticipava la vista del Cristo.
le vie sono tutte uguali, oggi,
una foto sbiadita qua e là
segna un percorso di croci
e quel Padre l’ho perso
nell’infanzia della mente.
“hai preparato l’offerta?”, ti chiede un estraneo.
“hai fatto i compiti?”, ripeteva mia madre.
ora capisco la congiunzione degli intenti,
figlia della rabbia disperata
rassegnata al voto di castità
come appartenere, essere in questo mondo
e avvertirne il recinto
perché fuori è buio pesto.
il tempo aiuta a morire.
“che ore sono?”,
il ricordo è vita a ritroso
come quando torni sui tuoi passi,
come quando gli alberi
sfrecciano impazziti
perché i tuoi occhi
vedono frazioni di intervalli
e la storia inizia indietro.
Un antipasto di parole storiche...
"Durante la prossima canzone, voi seduti nei posti più economici battete le mani, per gli altri è sufficiente far tintinnare i gioielli."
(John Lennon alla Royal Variety Performance)
"George Martin è diventato sordo da un orecchio, ora può lavorare solo in mono"
(Ringo Starr)
"Vedevamo già tra tutte quelle francesine, ooh, là là, e cose del genere, ma il pubblico, almeno la prima sera, era tutto di vecchietti in smoking. e un gruppo di ragazzi dall'aspetto vagamente gay stava aggrappato alla porta del palco gridando: 'Ringooo Ringoo'. Non abbiamo visto nessuna delle Brigitte Bardot che ci aspettavamo.
(George Harrison dopo il tour francese)
"Sua maestà è una ragazza molto piacevole, ma non ha molto da dire..."
(Paul McCartney)
"La chitarra va bene, John, ma non ti darà certo di che vivere."
(Mimi, zia di John Lennon)
"Mi era giunta voce che una giovane artista stava per allestire una mostra...C'era tra le altre cose, una mela in vendita per 200 sterline; ho trovato che fosse geniale: pagare 200 sterline per assistere alla decomposizione lenta di una mela."
(John Lennon)
"In America non hanno le gelatine di frutta morbide, ma ne hanno di dure come proiettili. Alcuni quotidiani avevano tirato fuori una vecchia storia che avevamo dimenticato di quando John una volta disse che io avevo mangiato tutte le sue gelatine alla frutta: ovunque andassimo i fans gliele tiravano addosso...e non erano morbide."
(George Harrison)
"Signora, noi moriamo di fame e ci hanno detto che non si può mangiare finchè lei non se ne va."
(George Harrison alla Principessa Margaret durante una serata di gala)
"Mi piace molto Beethoven, specie i suoi quadri."
(Ringo)
Giornalista: "Cosa ne pensate della campagna in atto a Detroit per distruggervi?" George Harrison "Stiamo conducendo una campagna per eliminare Detroit"
"Quando tutti cominciarono ad analizzare le canzoni dei Beatles, io non capivo come facessero a trovarci tutte quelle cose"
(Ringo)
"Abbiamo sempre fatto delle cose strane nei dischi. In Girl facevamo un sottofondo che faceva 'tit-tit-tit-tit' e nessuno lo ha mai notato"
(John)
"Mentre sono in macchina a volte chiudo gli occhi e medito, tanto è il mio autista a guidare"
(Ringo)
"Le voci sulla mia morte sono oltremodo esagerate.
Comunque, se fossi morto, sarei stato sicuramente l'ultimo a saperlo"
(Paul)
La storia di questo leggendario gruppo della musica leggera ebbe inizio a Liverpool. I dischi provenienti dagli Stati Uniti raggiungevano subito i negozi del posto e dunque i teen-ager di Liverpool, conquistando ben presto la Gran Bretagna. Uno di quei teen-ager si chiamava John Lennon, un ragazzo dal carattere difficile che mostrava molto più interesse per la musica che non ad acquisire un'istruzione. Formò con alcuni compagni di scuola un gruppo di musica skiffle (musica jazz suonata con chitarre e strumenti a percussione) chiamato The Quarry Men. Fu in occasione di una festività della chiesa locale, che John incontra Paul McCartney, invitandolo ad unirsi al suo gruppo. Nel 1957 suonarono per la prima volta al Cavern, un jazz club di Liverpool, dove venne loro raccomandato di eseguire solo musica skiffle, piuttosto che suonare del rock'n'roll, genere considerato più o meno indegno dai cultori del jazz. Nei primi mesi del 1958 Paul introdusse nel gruppo un altro chitarrista, George Harrison, suo compagno di scuola. George possedeva tutte le qualità per diventare un musicista ed era in grado di suonare alla perfezione diversi successi strumentali dell'epoca, così venne accettato nel gruppo senza problemi. Il gruppetto dei Quarry Men andò avanti affiancato da altri giovani musicisti che per la maggior parte rimasero solo per un breve periodo di tempo. Verso la fine del 1959 il gruppo partecipò ad una manifestazione musicale per la scoperta di nuovi talenti a Manchester: in quell'occasione si fecero chiamare "Jhonny and the Moondogs" classificandosi in uno degli ultimi posti. All'inizio del 1960 si unì loro il bassista Stewart Sutcliffe che era il miglior amico di John al liceo artistico. Sutcliffe aveva colpito John per il fatto di essere un "leader" piuttosto che un gregario.
Insieme posero le basi in un bar del posto, il Jacaranda, gestito da un imprenditore locale, Allan Williams, che divenne il primo imprenditore del gruppo. Egli fece loro presente che sarebbe stato meglio cambiare il nome del gruppo. Dopo aver preso in considerazione e quindi scartato i nomi di insetti, qualcuno suggerì The Beetles e prontamente, John, ne corresse la grafia in Beatles, rispecchiando la terminologia dell'epoca che li considerava un complesso "beat". Ingaggiarono un batterista, tale Pete Best, incontrato durante una loro esibizione in un club conosciuto come The Casbah. Poco meno di una settimana dopo il gruppo attraversò la Manica, diretti ad Amburgo. Il viaggio durò tre mesi e i Beatles fecero più di 100 spettatori, prima all'Indra Club e poi nel più grande Kaiserkeller. Dal momento che il gruppo aveva un repertorio estremamente limitato (circa 30 canzoni), si sentì la necessità non solo di ripetere alcuni pezzi diverse volte durante lo spettacolo, ma anche di doverli allungare in modo artificioso. Verso la fine del primo soggiorno amburghese, John, Paul e George incontrarono l'uomo che sarebbe diventato il tassello mancante del gruppo: Richard Starkey (soprannominato Ringo Starr).
Durante il successivo soggiorno ad Amburgo, i Beatles incisero il loro primo disco che li portò all'incontro con colui che divenne il loro impresario: Brian Epstein e che ebbe una grande parte nella storia del loro successo. Epstein li convinse a cambiarre batterista scegliendo Ringo Starr e trovò loro una casa discografica: era stato raccomandato al produttore George Martin, che dirigeva la Parlophone, una piccola etichetta proprietà del gigante discografico EMI. Il primo singolo dei Beatles diffuso con il nome del gruppo fu Love me do, una composizione di John e Paul che in poco tempo entrò nella classifica britannica dei 20 dischi più venduti. Nel Gennaio del 1963 pubblicarono un altro grandissimo successo Please please me di Lennon-McCartney; in seguito, in un solo giorno, registrarono gli altri 10 brani che divennero la base del loro album d'esordio Please please me. Seguirono le pubblicazioni di From me to you e She loves you. Nei primi mesi del 1964 scalarono le vette delle classifiche americane con I want to hold your hand, Twist and shout e Do you want to know a secret.
Trascorse pochissimo tempo prima che si cominciasse a parlare di una pellicola con i Beatles e, al ritorno dal primo viaggio in America, il gruppo iniziò a lavorare al suo primo film: A hard day's night. Venne realizzato in bianco e nero, e comprendeva sei brani scritti da Lennon e McCartney. Dopo la pubblicazione dell'LP Beatles for sale, seguì un nuovo film: Help! che raggiunse le vette delle classifiche inglesi ed americane sia come singolo che come album. Poco prima dell'uscita di Help! venne annunciato pubblicamente che ai Beatles era stato riconosciuto il titolo di MBE (Members of the British Empire) nella lista delle onorificenze che la regina Elisabetta II avrebbe concesso in occasione del suo compleanno. In un ulteriore viaggio in America incontrarono Elvis Presley nella sua casa di Bel Air. Nel 1965 viene pubblicato un nuovo grande successo, Yesterday, scritto da Paul senza la partecipazione degli altri componenti del gruppo. Questa è la prima canzone in assoluto ad essere trasmessa oltre 5 milioni di volte per radio e per televisione negli Stati Uniti. Nel 1966 in un'intervista rilasciata da Lennon ad un quotidiano di Londra, egli asseriva che la Cristianità non sarebbe durata per sempre e questo causò al gruppo delle gravi conseguenze. In coincidenza con l'inizio dell'ultima tournee americana vennero pubblicati l'album, Revolver, ed i singoli Eleanor Rigby, e Yellow Submarine. Nel Giugno del 1967 il mondo accolse attonito l'album inciso contemporaneamente al singolo Sergent Pepper's Lonely Heart Club Band, ancora oggi considerato il migliore LP, seguito dalla presentazione di un film animato: Yellow Submarine.
Quello che viene considerato l'ultimo album "felice" dei Beatles fu Abbey Road, un album non del tutto omogeneo perchè ognuno scriveva il proprio materiale e lavorava sulle proprie canzoni. La tregua portata dal successo di quest'ultimo album fu temporanea e non riuscì a convincere i Beatles che le loro ambizioni individuali non avrebbero mai uguagliato i traguardi raggiunti insieme. L'abbandono del gruppo da parte di McCartney fu causa di grande costernazione sia tra i fans che tra gli stessi Beatles, dal momento che egli insistette nel voler pubblicare il suo album d'esordio come solista proprio a pochi giorni dall'uscita dell'atteso Let it be. In effetti gli altri membri del gruppo ebbero poco da argomentare sul fatto che i Beatles non esistevano più, anche se l'annuncio di Paul lo portò ad essere considerato, a torto, l'unico responsabile della morte del gruppo. Nel 1970 ognuno dei quattro Beatles produsse un nuovo album da solista ed il 1971 li vede seguire ognuno le proprie tendenze musicali. Paul McCartney fu il più prolifico e prese in considerazione l'idea di formare un proprio gruppo, mentre John Lennon continuò a lavorare con Yoko Ono. L'ultima tragedia si consumò con l'assassinio di John Lennon da parte di Mark Chapman, un sedicente fan che aveva chiesto a Lennon un autografo poco prima, e così davati al Dakota Building, Chapman sparò cinque colpi senza un chiaro motivo. Fu la fine di un'era. I Beatles sono considerati, giustamente, il più grande gruppo rock-pop del mondo; il loro fascino, il loro carisma ed il loro impatto sul pubblico devono ancora essere uguagliati.

passa il tram.
quelli di una volta.
Il pirellone
(l’unico con i tacchi)
rifatto.
come vernissage
di baldracca.
lo sporco confina
con transenne.
sigillano un domani
pulito.
anche il vecchio regime
restaurato.
non muore mai,
quello.
sopravvive
tra avanzi
di idea.
così scorre la vita.
così passeggi
per il centro.
hai fatto centro.
le freccette,
un lontano ricordo
dei navigli.
in qualche bar
dove il calcetto
accoglieva giovani ossa.
Questa la proposta del "telegramma per immagini" per Ibridapoesia al convegno del 17 maggio a Venezia.
http://www.ibridamenti.splinder.com/post/16966014/ibrid%40poesia+il+17+maggio