corpo dal buio s’alza.
“non torni a letto?”
- pitstop -
il dentifricio
dopo la doccia,
dopo l’atto
consumato.
(rapido)
il sudicio scende le scale
dentro il sacco.
(nero)
sinistro colore,
8 e 15,
sventagliata dal mondo,
fuori-esco,
stordito.
18 e 0zero,
rimozione,
fretta del rientro,
non c’è più,
il sacco.
un altro sale al piano,
zavorra della giornata,
inutile.
sbuccio la mente.
fette d’ananas,
pelle ritrova il nido.
(caldo)
il resto mancia!
delete files
temporanei,
clear history
si è fatto chiaro.




MicroMega aderisce al “No Berlusconi Day”. L’invito di Flores d’Arcais ai direttori dei giornali: “Uno spazio fisso per la manifestazione nei vostri siti”
Approfondimenti
Roma, 5 dicembre: manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi
Un'iniziativa di MicroMega per il "No B Day" e per l'imparzialità dell'informazione
A Ferruccio De Bortoli, direttore di “Il Corriere della sera”, Ezio Mauro, direttore di “La Repubblica”, Mario Calabresi, direttore di “La Stampa”, Gianni Riotta, direttore di “Il sole 24 ore”, Concita De Gregorio, direttore di “l’Unità”, Marco Tarquinio, direttore (ad interim) di “L’Avvenire”, Antonio Polito, direttore di “Il riformista”, Valentino Parlato e Norma Rangeri, direzione e comitato di gestione di “Il manifesto”, Dino Greco, direttore di “Liberazione”, don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana”, Daniela Hamaui, direttore di “L’Espresso”, Piero Ignazi, direttore di “Il Mulino”, Pierluigi Sullo, direttore di “Carta”, Giovanni De Mauro, direttore di “Internazionale”, Massimo Bordin, direttore di “Radio Radicale”, Danilo De Biasio, direttore di “Radio Popolare”.
(questa lettera non è stata inviata a Antonio Padellaro, direttore di "Il Fatto Quotidiano" perchè il suo giornale ha anticipato tutti e da giorni sta già dando all'iniziativa "dal basso" tutta l'attenzione che merita)
di Paolo Flores d’Arcais
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Di fronte a un degrado talmente abissale della vita pubblica, è nata “dal basso”, cioè dal web, una iniziativa di cittadini per una manifestazione di protesta il 5 dicembre, che dica “ora basta!” alla deriva in corso. La testata che ho l’onore di dirigere, MicroMega, aderisce toto corde a questa manifestazione. Tuttavia non vi chiedo di aderire, questa sarà decisione che, come cittadini e come testate, potrà esserci oppure non. Vi chiedo invece di offrire uno spazio informativo a questi cittadini, perché la loro iniziativa non debba scontrarsi con il muro di gomma del silenzio dello strumento mediatico per eccellenza, la televisione, come invece già sta avvenendo. Le iniziative che vengono lanciate da gruppi di cittadini senza partito non sono, in una democrazia, meno importanti di quelle promosse da forze organizzate o presenti in parlamento. Nel momento in cui scrivo, quasi trecentomila cittadini hanno firmato l’appello per questa manifestazione.
Credo che dare agli organizzatori, da qui al 5 dicembre, uno spazio adeguato e fisso, con il quale possano comunicare agli italiani attraverso i nostri rispettivi siti internet, sarebbe un servizio reso alla democrazia tout court, capace oltretutto di ridurre al minimo ogni tentativo di strumentalizzazione di questa mobilitazione spontanea. Spero davvero che con le vostre le testate vogliate accogliere questa proposta di MicroMega, sul nostro sito da oggi operativa.
Aspettando con fiducia una vostra risposta, vi invio intanto i miei saluti più cari e sinceri.
(16 novembre 2009)
<< L’Italia di oggi è distrutta come l’Italia del 1945. Anzi, certamente la distruzione è ancora più grave, perché non ci troviamo tra macerie, sia pur strazianti, di case e monumenti, ma tra “ macerie di valori”: valori umanistici e, quel che più importa, popolari. Come quelli del 1945 gli uomini di potere italiani – a causa non solo della distruzione che hanno operato, ma soprattutto a causa dell’abiezione dei fini e della stupida inconsapevolezza con cui hanno operato – sarebbero degni di un nuovo Piazzale Loreto. Che certo – fortunatamente e sfortunatamente – non ci sarà >> (Pier Paolo Pasolini)



SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117
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